I RISCHI LEGATI AD UN USO SCORRETTO DEGLI ANTIBIOTICI

L'Italia è uno dei paesi europei dove è maggiore la diffusione di microrganismi antibioticoresistenti.

Il sistema di sorveglianza europeo (ESAC-ECDC) mostra, infatti, come il nostro paese si collochi ai primi posti tra i paesi con il maggiore consumo di antibiotici, con frequente ricorso a quelli ad ampio spettro.

Si dice che un batterio presenta resistenza agli antibiotici o che è antibiotico-resistente quando gli antibiotici specifici atti a contrastarlo non riescono più ad ucciderlo o ad impedirne la proliferazione.

Vi sono batteri naturalmente resistenti a determinati antibiotici ma un problema più grave si ha quando i batteri diventano resistenti a seguito di modificazioni genetiche.
I batteri resistenti sopravvivono anche dopo la somministrazione dell'antibiotico e continuano a proliferare, allungando il decorso della malattia o portando numerose complicazioni. Le infezioni causate da batteri resistenti possono richiedere una maggiore assistenza sanitaria o il ricorso ad antibiotici alternativi e più costosi, che tra l'altro possono avere effetti collaterali più gravi.

La resistenza agli antibiotici è un fenomeno naturale causato dalle mutazioni genetiche a cui vanno incontro i batteri. Tuttavia un uso eccessivo e improprio degli antibiotici accelera la comparsa e la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. I batteri sensibili muoiono quando entrano in contatto con gli antibiotici mentre i batteri resistenti sopravvivono e continuano a moltiplicarsi. I batteri resistenti possono trasmettersi e causare infezioni anche in altre persone che non hanno fatto uso di antibiotici.

Un antibiotico viene usato in modo improprio quando non serve: nella maggior parte dei casi raffreddore e influenza sono causati da virus, ovvero da microrganismi contro i quali gli antibiotici NON sono efficaci. In questi casi l'uso di antibiotici non porta a nessun miglioramento: ad esempio, gli antibiotici non riducono la febbre né fanno smettere di starnutire.

Curare le infezioni causate da batteri resistenti è difficile, in quanto gli antibiotici normalmente utilizzati hanno perso efficacia ed è necessario ricorrere ad altri antibiotici. Questo può ritardare l'individuazione della terapia più appropriata e causare complicazioni che possono anche portare alla morte del paziente. Inoltre può essere necessaria una maggiore assistenza sanitaria e il ricorso ad antibiotici alternativi e più costosi, che tra l'altro possono avere effetti collaterali più gravi.

La situazione sta peggiorando in quanto stanno comparendo nuovi ceppi batterici resistenti contemporaneamente a più antibiotici; in questo caso si parla di batteri multiresistenti. Con il tempo questi batteri possono diventare resistenti anche a tutti gli antibiotici in circolazione. Senza antibiotici, si tornerebbe indietro all'epoca pre-antibiotica in cui non sarebbero più possibili trapianti d'organo, chemioterapie anticancro, terapie intensive e altre procedure mediche. Le malattie di origine batterica si diffonderebbero, non potrebbero essere più curate e sarebbero quindi mortali.

Un antibiotico viene usato in modo improprio anche quando viene usato in modo non corretto, ad esempio se si accorcia la durata del trattamento o si riduce la dose, non osservando la posologia corretta: in questo caso la quantità di farmaco presente nell'organismo sarà insufficiente per combattere efficacemente i batteri, che sopravvivono e possono così sviluppare resistenza.

I batteri multiresistenti (ovvero resistenti a più farmaci) possono causare una lunga serie di infezioni: infezioni delle vie urinarie, polmonite, infezioni cutanee, diarrea, infezioni del sangue.

Tutti possono e devono contribuire a far sì che gli antibiotici mantengano la loro efficacia. Un uso responsabile degli antibiotici può contribuire ad arrestare il fenomeno, assicurando l'efficacia degli antibiotici anche per le future generazioni. Su questa base, è importante sapere quando è appropriato prendere gli antibiotici e come prenderli in modo responsabile.

Ricorda che:

Gli antibiotici possono essere prescritti soltanto da un medico dopo che ti ha visitato.
Molte malattie invernali possono causare gli stessi sintomi, ma potrebbero richiedere trattamenti diversi. Se per una precedente malattia è stato prescritto un antibiotico che è stato utile alla guarigione, in presenza di sintomi simili si potrebbe essere tentati di assumere lo stesso farmaco. Tuttavia, solo un medico può stabilire se sia indicata la terapia antibiotica.

Gli antibiotici non sono antidolorifici e non possono curare ogni malattia
Gli antibiotici non agiscono come un antidolorifico e non possono alleviare mal di testa, dolori di vario genere e intensità, o febbre.

Gli antibiotici sono efficaci soltanto contro le infezioni batteriche
mentre non aiutano a guarire dalle infezioni causate da virus come il comune raffreddore o l'influenza.

Fino all'80% delle malattie invernali a carico di naso, orecchie, gola e polmoni è di origine virale
per cui l'uso di antibiotici non servirà a migliorare lo stato di salute.

Prenditi il tempo per guarire
Impara ad avere cura di te senza usare antibiotici. Per la maggior parte delle malattie invernali, le tue condizioni miglioreranno dopo due settimane.

Durata indicativa dei sintomi negli adulti per la maggior parte delle malattie invernali

Otite

Fino a 4 giorni

Mal di gola

Fino a 1 settimana

Raffreddore

Fino a 1 settimana e mezza

Influenza

Fino a 2 settimane

Naso che cola o naso chiuso

Fino a 1 settimana e mezza

Sinusite

Fino a 2 settimane e mezza

Tosse (che spesso subentra a un raffreddore)

Fino a 3 settimane e mezza

 

(Fonte ECDC)