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FAQ DONAZIONE SANGUE

FAQ - DOMANDE E RISPOSTE SULLA DONAZIONE DI SANGUE


È la procedura attraverso la quale viene prelevato il sangue intero dal donatore idoneo alla donazione, secondo la normativa vigente, utilizzando materiale sterile e monouso.

Può donare il sangue ogni individuo sano, d'età compresa fra i 18 ed i 65 anni. A giudizio del medico, potrà essere consentita la donazione a donatori periodici di età superiore ai 65 anni, così come l'ammissione alla prima donazione di persone che esprimono la volontà di donare per la prima volta dopo i 60 anni.

Certo, ma a massima garanzia della sicurezza sia dei donatori che del personale che collabora alle attività sono stati adottati dei criteri organizzativi generali quali ad esempio: ricorrere alla chiamata-convocazione programmata dei donatori (prenotazione della donazione) al fine di regolare il numero degli accessi; adottare misure di triage preliminare del donatore in occasione del contatto telefonico e nella fase di accoglienza dei donatori; misurare la temperatura corporea al momento dell'accesso; gestire il flusso dei donatori all'interno delle strutture sanitarie, e durante tutte le fasi del percorso di donazione, in modo regolare e cadenzato per evitare assembramenti e garantire la distanza di sicurezza di almeno 1 metro; garantire la disponibilità di soluzioni idroalcoliche per l'igiene delle mani; garantire la dotazione di adeguate mascherine.
Ricorda di portare sempre con te: tessera sanitaria, un documento valido e (se richiesto dallo specifico DPCM) l'autocertificazione sulla quale indicare come motivazione per il tuo spostamento "assoluta urgenza".

A tutt'oggi non ci sono evidenze scientifiche sulla trasmissione del SARS-CoV-2 per via ematica. È tuttavia importante, anche non in epoca di pandemia da SARS-CoV-2, nel caso in cui dovessero comparire sintomi influenzali nei 14 giorni successivi alla donazione, informare il servizio trasfusionale di riferimento dei sintomi presentati.

Se dopo la donazione si apprende di esser entrati in contatto, nelle 48 ore precedenti la donazione, con un contatto positivo, è importante informare subito il servizio trasfusionale di riferimento, anche nel caso in cui non si presentino sintomi.

Al momento non sono previsti esami che rilevino la presenza del SARS-CoV-2 nelle unità di sangue donate. Al fine di valutare una possibile esposizione al virus SARS-CoV-2, i donatori di sangue possono richiedere di essere sottoposti, contestualmente alla donazione, al test sierologico per la verifica della presenza di anticorpi anti SARS-CoV-2 nel sangue.

Il peso corporeo del donatore non deve essere inferiore a 50 Kg.

Ad ogni donazione al donatore vengono valutati i parametri relativi alla pressione arteriosa (PA sistolica inferiore o uguale a 180 mm di mercurio e PA diastolica inferiore o uguale a 100 mm di mercurio) e alla frequenza cardiaca (che deve essere regolare e compresa tra 50 e 100 battiti/minuto).  
Il valore dell'emoglobina deve essere uguale o superiore a 12,5 g/dL nelle donne e uguale o superiore a 13,5 g/dL negli uomini.  

Occorre recarsi presso un Servizio Trasfusionale oppure presso uno dei Centri di Raccolta fissi o mobili (autoemoteche) gestiti dalle strutture sanitarie pubbliche o dalle Associazioni o Federazioni dei donatori di sangue.

Dopo l'identificazione e la compilazione di un questionario, il donatore avrà un colloquio riservato con un medico in cui poter discutere anche dell'eventuale esistenza di controindicazioni alla donazione e ricevere tutti i chiarimenti necessari. Il medico, dopo aver raccolto l'anamnesi, cioè le notizie relative allo stato psicofisico e comportamentale del donatore, valuta l'idoneità alla donazione anche mediante misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Viene determinato il valore dell'emoglobina o mediante la puntura del polpastrello di un dito (digitopuntura) o mediante prelievo di sangue, per assicurarsi che la donazione di sangue venga effettuata soltanto da chi dispone di valori di emoglobina indicati dalla normativa di riferimento. Dopo la verifica di idoneità, e previa sottoscrizione da parte del donatore del consenso informato, un medico (o un infermiere professionale sotto la responsabilità del medico) effettua il prelievo al donatore che nel frattempo è stato fatto distendere su un apposito poltrona-lettino. Viene apposto un laccio emostatico su un braccio e viene inserito l'ago in una vena, previa accurata disinfezione della cute. Il sangue defluisce spontaneamente fino a riempire una sacca di raccolta in cui sono già contenuti un liquido anticoagulante e altre sostanze utili alla conservazione ottimale del sangue. Contestualmente alla donazione, vengono riempite alcune provette per l'esecuzione degli esami previsti dalla legge. Al termine della donazione, il donatore viene invitato a rimanere disteso per qualche minuto, quindi riceve congruo ristoro comprendente l'assunzione di liquidi in quantità adeguata. Al donatore vengono fornite anche indicazioni sul comportamento da tenere post-donazione.

Al fine di garantire elevati livelli di qualità e sicurezza del sangue e per tutelare la salute sia del donatore, sia dei pazienti, ad ogni donazione il donatore viene sottoposto ai seguenti esami: a. Esame emocromocitometrico completo. b. Fenotipo ABO ed Rh. c. Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti di seguito indicati: HBsAg (antigene di superficie del virus dell'epatite virale B); HCV Ab (anticorpo contro il virus dell'epatite virale C); Ab HIV 1/2 e Ag (test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV e antigene HIV); TPHA (anticorpi anti-Treponema Pallidum, agente eziologico della sifilide, con metodo immunometrico); HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza del genoma virale dei virus HIV e delle epatiti virali B, C). d. Alla prima donazione vengono inoltre eseguiti la determinazione del fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto, del fenotipo Rh completo, del fenotipo Kell/Cellano e la ricerca degli anticorpi anti-eritrocitari irregolari. e. Inoltre il donatore periodico è sottoposto, con cadenza almeno annuale, ai seguenti controlli ematochimici: glicemia, creatininemia, alanin-amino-transferasi, colesterolemia totale e HDL, trigliceridemia, protidemia totale, ferritinemia.

Ad ogni donazione il volume di sangue prelevato è pari a 450 mL. La quota liquida del sangue (plasma) viene ricostituita nell'arco di poche ore, grazie a meccanismi fisiologici di richiamo dei liquidi. La quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) viene ricostituita in tempi variabili a seconda dell'elemento cellulare considerato.

Assolutamente no. Il materiale impiegato per effettuare la donazione è sterile e monouso (cioè viene usato una sola volta per il singolo donatore).

No, è possibile fare una colazione leggera che comprenda anche carboidrati (ad esempio fette biscottate con marmellata) e bere the o caffè con o senza zucchero.

Dipende da quali farmaci e dal motivo per cui si assumono. Alcune terapie non sono compatibili con la procedura e può essere necessaria una sospensione temporanea. Bisogna quindi segnalare sempre al medico responsabile della selezione del donatore i farmaci assunti per consentire una corretta valutazione, anche nel caso di farmaci di uso comune quali i FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei).

Il donatore di sangue, lavoratore dipendente, ha diritto ad ottenere un permesso di lavoro per l'intera giornata in cui effettua la donazione, conservando la normale retribuzione per l'intera giornata lavorativa (art.8, legge219/2005). Una volta effettuata la donazione il personale del servizio trasfusionale o dell'unità di raccolta forniranno un attestato di avvenuta donazione che poi dovrà essere consegnato al datore di lavoro. Per gli aspiranti donatori, lavoratori dipendenti, che verranno ritenuti non idonei alla donazione, il permesso retribuito coprirà solo il tempo necessario all'accertamento dell'idoneità e alle relative procedure. La non idoneità alla donazione è certificata dal medico del servizio trasfusionale o dell'unità di raccolta e la certificazione andrà consegnata al datore di lavoro.

In alcuni paesi ci sono malattie endemiche che si trasmettono attraverso il sangue quali ad esempio la malaria. È possibile consultare la pagina Paesi del Mondo sul sito della SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia), per capire se si è stati in un paese a rischio. Tuttavia, è sempre preferibile riferire al medico del servizio trasfusionale di tutti i viaggi effettuati negli ultimi mesi, per consentirgli di valutare se effettuare o meno una eventuale sospensione temporanea dalla donazione.

La donazione in Italia è gratuita, volontaria e anonima. Questo significa che chi riceve del sangue donato non sa da chi arriva e, allo stesso tempo, chi dona il sangue non sa chi ne sarà il beneficiario. La sicurezza è tutelata da tutto il percorso delle donazioni (valutazione delle condizioni generali di salute del donatore, compilazione del questionario anamnestico, accertamento dei requisiti fisici per l'idoneità, analisi di legge etc). La donazione "dedicata", ovvero quella proveniente da una persona conosciuta direttamente dal ricevente, non è più sicura rispetto a quella di un donatore sconosciuto al ricevente, poiché conoscere una persona non significa sapere se ha avuto o meno comportamenti a rischio che possono essere dannosi per il ricevente.

La donazione non è una procedura pericolosa e il colloquio con il medico minimizza la possibilità che donino persone a rischio di eventi avversi. Inoltre, il personale medico ed infermieristico è formato appositamente per intervenire tempestivamente ed in modo adeguato in caso di complicazioni o di reazioni indesiderate durante la donazione.

Sono esclusi temporaneamente dalla donazione coloro che nei 4 mesi precedenti la donazione hanno avuto comportamenti sessuali a rischio ivi inclusi rapporti eterosessuali/omosessuali/bisessuali con partner occasionale. Per qualsiasi dubbio o per ricevere informazioni su quali siano i comportanti a rischio è possibile fare riferimento al medico responsabile della selezione del donatore.

Si è sospesi temporaneamente dalla donazione soltanto se il tatuaggio/piercing è stato effettuato negli ultimi 4 mesi precedenti la donazione.

Si è sospesi per un periodo variabile dalle 48 ore alle 4 settimane a seconda del tipo di vaccino che è stato effettuato. Il medico responsabile della selezione del donatore saprà chiarire qualsiasi dubbio in merito.

No, devono essere trascorsi 6 mesi dalla data del parto per poter donare.

Devono trascorrere almeno 4 mesi da un intervento chirurgico maggiore.

Devono trascorrere almeno 14 giorni dalla cessazione dei sintomi.

Si, ma devono essere trascorsi almeno 4 mesi dall'ultima trasfusione ricevuta.

Si, ma ci sono dei tempi di sospensione temporanea variabili in base al tipo di cura ricevuta: 48 ore per cure di minore entità da parte di odontoiatra od odonto-igienista, una settimana dalla completa guarigione clinica per l'estrazione dentaria non complicata e per la devitalizzazione ed altri interventi assimilabili ad interventi chirurgici minori, 4 mesi nel caso di innesto di tessuto osseo autologo o omologo

Il numero massimo di donazioni di sangue intero nell'anno non deve essere superiore a 4 per l'uomo e per la donna non in età fertile. Per la donna in età fertile sono possibili 2 donazioni all'anno. Sempre, in ogni caso, l'intervallo tra due donazioni di sangue intero non deve essere inferiore a 90 giorni.